Suddiario cambia motto, come avrete forse notato dalla nuova scritta che campeggia sotto il logo (per il restyling ringraziamo ancora una volta la gentilezza di Fabio Itri).
Pur restando al servizio dell’ozio, ci situiamo geograficamente e umanamente dove siamo sempre stati. Per sgombrare il campo da ogni dubbio, diciamo a chiare lettere da dove veniamo e dove vogliamo restare: ai confini del mondo.
Dai confini del mondo: fuori dalla corrente principale
Non marginali nel senso di residuali, ma minoritari perché fuori dalla corrente principale: un rivolo di senso da cui attingere la freschezza delle piccole scoperte.
Restiamo ai margini perché ci interessano le vite “liminali”, quelle che si infrangono sulla battigia e lasciano impronte sul bagnasciuga. Ci interessano i castelli di sabbia cancellati dalle onde e il loro ricordo impresso nella memoria o su qualche vecchia pellicola.
Ai confini del mondo ovunque essi siano
Siamo ai confini del mondo ovunque essi siano: a Sud, a Oriente, in qualunque luogo si consumi il coraggioso tentativo di dire che l’umanità non è solo l’Occidente.
Siamo quelli dalla bussola eccentrica che non segna sempre e comunque il Nord, ma svisa liberamente, follemente.
Racconteremo le storie di Resistenza
Suddiario sarà sempre più storie di città resistenti, di anime migranti, di territori dimenticati. Visiteremo l’invisibile, ciò che resta in ombra e ciò che ha bisogno di essere illuminato da una nuova luce, tra le pieghe di una cultura internazional-popolare.
Saremo sempre più con voi che vi sentite a casa sulla soglia, incerti se spiccare il volo o sognarlo soltanto. Certi che, insieme, sarà comunque ancora bello.






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