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Il ‘Dyskolos’ di Menandro in scena a Locri

Dyskolos

Domenica 11 agosto è andato in scena il Dyskolos di Menandro, brillantemente allestito ed interpretato grazie alla sapiente regia di Cinzia Maccagnino. La rappresentazione teatrale rientra nel contesto del Festival del Teatro classico di Locri Epizefiri “Tra mito e Storia” e si è tenuto nel teatro greco-romano di Portigliola, nel cuore dell’area archeologica della Locri antica.
La rappresentazione è stata eseguita proprio al tramonto, con l’obiettivo di ricreare così la suggestiva atmosfera di epoca classica, come già accade a Siracusa e Segesta.

Dyskolos: la storia

Dyskolos narra di Sostrato, ricco di buona famiglia, e di una ragazza di campagna, figlia di un contadino misantropo, Cnemone. La moglie vive invece con il figlio Gorgia, serio e laborioso. Sostrato, dopo varie peripezie e grazie all’aiuto di servi astuti, ma soprattutto di Gorgia, riuscirà a coronare il suo sogno d’amore. Sostrato, inoltre, riuscirà a cambiare l’atteggiamento del padre Callippide nei confronti di Gorgia, povero ma generoso. 

Il genere teatrale

Il teatro di Menandro rientra in quella che si definisce la commedia nuova. Esaurita infatti la critica politica, i temi si concentrano sui rapporti privati, i piccoli drammi quotidiani, la condizione umana. Si individuano in nuce anche i temi dell’humanitas, in particolare la filantropia ed il sentimento di amicizia. Anche nei personaggi menandrei già si intravedono i “tipi” della commedia latina di Plauto e Terenzio. Qui invece, nel mondo greco che sta gradualmente scivolando nella dominazione macedone, il ricco e il povero, il servo e il padrone sono sullo stesso piano e ognuno di loro ha pari dignità e libertà di pensiero. La scelta di utilizzare le maschere, nel rispetto della tradizione filologica propria del teatro di Menandro, è rinnovata e reinterpretata in chiave moderna da parte del maestro Santelli.

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