The Rising of The Shield Hero: un buon anime isekai

The Rising of the Shield Hero

Titolo: The Rising of the Shield Hero

Titolo originale: Tate no Yūsha no Nariagari {盾の勇者の成り上がり}

Anno: 2019

Genere: Avventura, Azione, Commedia, Fantasy

Episodi: 25

Serie: 1

Stato: Completo

 

The Rising of the shield Hero: la trama

Naofumi Iwatani passa buona parte del suo tempo tra light novel e fantasy. Alla ricerca di qualcosa di nuovo da leggere, un giorno, si imbatte in un libro misterioso dalle pagine bianche, e sfogliandolo si ritrova ad essere catapultato in un mondo dove scopre di essere uno dei quattro eroi in possesso delle “armi leggendarie”. Guardando il suo braccio scopre di essere entrato in possesso dello scudo, arma apparentemente banale e poco utile, e da tutti subito umiliato, emarginato e tradito. Starà a Naofumi rialzarsi, diventare un eroe e salvare questo mondo dalla distruzione da parte delle ondate di mostri.

Un primo approccio al genere isekai

Pur essendo una giocatrice di GDR (giochi di ruoli) online da sette anni e poco più, non mi sono mai interessata troppo agli anime di genere isekai che solitamente prevedono il protagonista NEET o Hikikomori catapultati all’interno di un mondo fantasy dove sono in grado di sfruttare le loro conoscenze in ambito RPG per sopravvivere e riuscire a ritornare alla loro realtà.

Ho deciso, quindi, di dare una possibilità a questo anime e devo dire che come primo approccio al genere mi è sembrato piuttosto gradevole. Dopotutto è così quando non si hanno alle spalle altri prodotti animati con cui fare una sorta di paragone.

The Hero of the Rising shield: eroe sottovalutato

Naofumi combatte con uno scudo, da sempre considerata l’arma di prima difesa e protezione sia per se stessi che per le persone che stanno intorno. A titolo di esempio basti pensare al popolo vichingo che prima di iniziare un conflitto erigeva il cosiddetto “muro di scudi” mediante il quale partiva il primo attacco, scudi che poi lentamente si discostavano per permettere alle lance di colpire e uccidere il nemico.

Eppure nel Regno di Melromarc, l’erede dello scudo è soggetto a denigrazioni e sottovalutazioni continue. Non gli viene data nemmeno una mezza possibilità di farsi valere e appena arrivato nel nuovo mondo si ritrova ad essere solo, tradito, con l’accusa di uno stupro che pende sopra la sua testa come la spada di Damocle pronta a rendergli la vita un inferno.

Da eroe ad anti-eroe

Tutti lo evitano, e questo fa crescere in lui un cinismo soffocante. Inizia compiere azioni che lo rendono una sorta di anti-eroe: ad esempio il comprare una piccola schiava, Raphtalia, una donna mezzo procione, per farla combattere come sua spada con tanto di sigillo. Tale oggetto le viene posto sulla pelle e le provoca dolore nel caso in cui si ribelli al volere del padrone.

Eppure, anche grazie a lei, Naofumi ben presto capirà le potenzialità del suo scudo, diventando ben più abile degli altri tre eroi, che hanno lancia, arco e spada come armi. Questi, forti delle loro convinzioni e gonfiatesi come dei pavoni non hanno saputo sfruttare i loro armamenti come si deve. Creano solo ulteriori problemi all’eroe dello scudo, che spesso e volentieri si è dovuto sobbarcare degli incarichi non voluti per risolvere situazioni incomplete causate dai suoi colleghi.

Un comparto grafico buono per il mondo fantasy

Passando al comparto grafico, si può dire che l’anime riesce ben ad entrare nelle atmosfere di un mondo fantasy. Gli stessi fondali sono molto belli da vedere, esattamente come le varie tecniche e forme che può assumere lo scudo del protagonista. Le animazioni riescono ad essere fluide per buona parte degli episodi. Tuttavia è ben evidente qualche calo durante le scene di combattimento più confusionario, fatto che purtroppo salta bene all’occhio dello spettatore.

Un anime da vedere nonostante qualche pecca

La cosa che mi rammarica è la fretta che hanno avuto per gli ultimi avvenimenti. Gli sceneggiatori hanno infatti aperto e chiuso un arco narrativo in pochissimi episodi. Probabilmente sarebbe stato meglio fare una prima stagione più corta per dedicare il giusto spazio in una ipotetica seconda. Comunque spero vivamente che si faccia considerando il finale e gli interrogativi che l’ultimo episodio si è lasciato dietro.

In sostanza, è un anime che consiglio a chi come me si approccia per la prima volta al genere. Nonostante la piccola critica di cui sopra è comunque un prodotto con una buona trama, dei combattimenti ricchi di pathos e dei momenti emozionati e commoventi.

Deborah Praticò

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  • Suddiario è un magazine realizzato da artisti, professionisti, studiosi, comunicatori, and so on and so on, originari prevalentemente del Mezzogiorno d’Italia e in particolare dell’area dello Stretto di Messina.

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