The Pink Floyd Exhibition in mostra al Macro di Roma fino al primo luglio 2018

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Sicuramente chi è appassionato della band inglese non potrà perdersi la mostra “The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains”, dedicata alla loro intera carriera artistica.
Il percorso, organizzato in ordine cronologico, attraversa l’intera vita discografica dei Pink Floyd, a partire dal 1967, anno della fondazione. Appena entrati nella prima sala si viene catapultati in un viaggio di circa 50 anni, attraverso foto di archivio, video musicali, cimeli e oggetti vari appartenuti ai membri del gruppo. Tra questi va menzionata la ricostruzione del furgone Bedford, con il quale la band iniziò il suo primo tour. Altro episodio fondamentale fu il live che fecero a Pompei, live che viene celebrato con uno spazio arredato con gli strumenti musicali utilizzati in quel celebre concerto. Continuando il nostro viaggio si incontra la sala dedicata al tour che i Pink Floyd fecero in occasione dell’uscita del disco “Animals”, che viene rappresentato da un enorme gonfiabile a forma di maiale, simbolo del potere degli anni ’70, così  ben  descritti nei testi politici presenti nei brani dell’album. Verso la metà del nostro cammino all’interno delle sale si incontra lo spazio relativo a quello che è diventato il disco più venduto della storia del rock, cioè “The Dark Side of the Moon”. La penultima tappa del nostro giro è focalizzata su “The Division Bell”, che è anche il loro ultimo disco in studio.
L’ultima sezione del percorso è una spettacolare evocazione finale di una serie di filmati dei Pink Floyd, tra cui anche spezzoni della loro ultima esecuzione come quartetto, di Comfortably Numb al Live 8 di Londra nel luglio del 2005.

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Inoltre l’esposizione si sofferma molto sul primo periodo, quando il gruppo era formato da Syd Barrett, Nick Mason, Roger Waters e Richard Wright. Il genio della band, Barrett, per cause legate all’uso di droghe, dopo aver inciso il primo album dovette essere sostituito dal chitarrista David Gilmour che divenne  il  nuovo leader.
Da ricordare anche le bellissime copertine, la cui grafica venne curata da Storm Thorgerson. Sin dalle origini i Pink Floyd hanno dettato i punti cardinali della musica psichedelica, probabilmente il genere più ricercato dell’intera architettura rock. Tra dissidi interni e ritorni in studio hanno sempre prodotto dischi di ottimo livello. La mostra, pur avendo un sapore nostalgico, ha saputo mettere in evidenza il carattere innovativo della band, sempre alla continua ricerca di nuovi suoni.

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Infine “Their Mortal Remains” può essere considerato un vero gioiello tecnologico perfettamente in linea con la storia dei Pink Floyd, che hanno da sempre saputo coniugare musica e tecnologia all’avanguardia.

Photo Gallery: Gianni Vittorio

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  • Vive a Reggio Calabria. Dopo anni passati fuori per lavoro, è ritornato nella sua città. Blogger, appassionato di fotografia, musica e cinema. Presidente dell'associazione culturale Fahrenheit 451. Vincitore del concorso fotografico “Calabria-back to the beauty” (Calabria Contatto). Ama la letteratura, con una predilezione per gli scrittori di fine Ottocento e Novecento. Si pone come obiettivo quello di condividere la valorizzazione del territorio e del mondo visto con gli occhi della gente del Sud.

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