La sinistra e l’arte cinese degli stratagemmi

stratagemmi cinesi

I trentasei stratagemmi dell’arte bellica cinese possono aiutare la sinistra a riposizionarsi nell’affollato scacchiere della politica italiana? Forse, ma «tutto ciò va ponderato attentamente», per rimanere in tema di antica saggezza orientale.
Cosa significa «uccidere con una spada presa a prestito»?
La spiegazione è: «Se vuoi fare qualcosa, fa’ in modo che il tuo avversario lo faccia per te». È il principio del Tao Te Ching: ritorcere contro l’avversario la sua stessa forza.
La prima incarnazione politica di questo stratagemma è stata la “furia“ a cinque stelle: per uccidere gli animal spirits del neo-liberismo, impossessatosi del PD a trazione turbo-blairiana, si è rivelato ahinoi necessario lo tsunami del “Vaffa”.
A conti fatti, di quella rabbia urlata, cieca, furiosa, un cospicuo elettorato di sinistra si è servito più o meno coscientemente per fare fuori i “traditori della causa”. Il M5S è stato, tra le altre cose, un grimaldello utile a scassinare il sistema PD (o il PD di sistema). Con il riposizionamento a sinistra del PD zingarettiano e lo scivolamento a destra dei pentastellati in seguito all’abbraccio (quasi) fatale con la Lega di Salvini, il problema per la sinistra è diventato però il MoVimento stesso.
Di conseguenza, nel momento in cui Salvini ha inaspettatamente avviato la crisi dal Papeete, è stato tempo di «portar via la pecora che capita sotto mano», ottenendo due obiettivi in un colpo solo: “uccidere l’Uomo Ragno”, cioè mettere all’angolo l’incauto Salvini, e invertire la rotta della navicella pentastellata, riorientandone la rotta verso sinistra.
E adesso? È immaginabile pensare di utilizzare il PD non solo per educare e costituzionalizzare i Cinque Stelle, ma anche per riassorbirli politicamente, liberando a sinistra lo spazio politico per una proposta radicale, municipalista, europeista, ambientalista, alter-globalista?
Ci auguriamo di assistere a una maturazione e a una riappropriazione di alcune istanze a cinque stelle da parte della sinistra, partendo, ad esempio, dalle battaglie per i beni comuni. Questa rinascita delle istanze “gauchiste” è già all’opera in numerose città europee (Napoli, Palermo, Barcellona), dando tra l’altro prova di buon governo e di un rinnovamento delle pratiche politiche. Segnali vengono anche da oltreoceano, basti pensare all’ala socialista del Democratic Party. È, dunque, tempo – in Italia, in Europa e nel mondo – di strategia e di audacia.
È tempo di un’audace strategia.

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  • Nato a Reggio Calabria, si è formato nell’area dello Stretto, coronando la sua formazione con un Ph.D. in Metodologie della Filosofia presso l’Università di Messina. Pop-filosofo di osservanza deleuziana, si occupa di estetica, psicoanalisi e filosofia della cultura di massa, con diverse pubblicazioni al suo attivo. Fa parte del comitato editoriale della rivista internazionale Mutual Images.

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