Reading, Musica, Poetry Contest al Castello Aragonese

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Balenando in burrasca reading festival

Nella prima e sorprendente edizione del “Balenando in burrasca reading festival” il Castello Aragonese di Reggio Calabria ha ospitato Massimo Zamboni, chitarrista e mente musicale dei leggendari CCCP e CSI. Occhiali tondeggianti, volto leggermente scavato di reediana memoria, Zamboni ha intrapreso la carriera solista ed è giunto in città nelle vesti di scrittore. “Anime Galleggianti”, un libro fotografico scritto a due mani con il cantautore Vasco Brondi, mostra il suo lato più errante. Il musicista, accompagnato da effetti, loop, e dalla chitarra acustica, ha letto estratti dell’opera mostrando un mondo interiore di assoluta sensibilità. Legando il tutto ai luoghi cari della sua carriera musicale: la pianura padana. Infatti il libro è una cronaca di viaggio lungo il Tartaro-Canal Bianco, una via fluviale che parte da Governolo per giungere fino al mare attraversando la zona del Polesine.

 

Una peregrinazione alla ricerca di una felicità interiore

Notevoli gli stralci descrittivi del paesaggio. Una prosa ‘lirica’ densa di elementi naturali, faunistici, olfattivi, di richiamo a figure bucoliche come i pescatori che si alternano ad ambienti diversi, anche architettonici, avvolti dalla nebbia. Una peregrinazione alla ricerca di una felicità interiore, privata ma anche alla ricerca dell’incontro con un mondo dimenticato. Ognuno di noi ha infatti un proprio concetto di viaggio e percorre strade diverse. Quello di Zamboni/Brondi va di pari passo ai ritmi dei luoghi per ritrovarsi con la lentezza di un paesaggio rurale incontaminato e selvaggio. Si ritrova lontano dalla notizia di giornale, dalla rete mediatica e social che ne determina l’illusione di realtà.
A chiosa di tutto ciò, il musicista, durante i ringraziamenti finali all’organizzazione del festival, ha menzionato la bellezza di Pentedattilo, pentendosi amaramente per la mancata visita, ripromettendosi  che ritornerà presto in Calabria, magari sotto altre vesti… a presto Massimo!

Testo di Maurizio Caruso

Foto di Gianni Vittorio

 

 

 

 

 

 

 

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