Pinocchio a Cinque Stelle e la Fata PD

Pinocchio Fata Turchina

La pubertà dei Cinque Stelle

Diceva giustamente Massimo Recalcati, in un articolo a commento di questi giorni critici, che «in gioco per il M5S è quello che accade sempre nel passaggio psicologico tra la pubertà e l’età adulta». I pentastellati si trovano davvero nel mezzo di una di quelle crisi evolutive eriksoniane che segnano il passaggio da un’età della vita alla successiva: una crisi psico-politica necessaria a mutare pelle per poter accedere a uno stadio di sviluppo più maturo. 

Il Pinocchio della politica italiana

Il M5S, con la sua indole ribelle e il suo orientamento antipolitico, è stato ed è in qualche modo il Pinocchio della politica italiana: un soggetto artificiale nato da un mastro comico, legato come una marionetta ai fili della Casaleggio Associati, di indole sostanzialmente buona ma poco desideroso di studiare. 

Il Pinocchio grillino è così finito facilmente tra le braccia del Lucignolo leghista, che l’ha fatto bighellonare, per quasi un anno e mezzo, in un illusorio Paese dei Balocchi (magari geolocalizzabile a Milano Marittima), in una “pacchia” sovranista di provvedimenti in deficit, politica estera temeraria e offese al diritto internazionale (e ai più basilari principi di umanità). A baloccarsi è stato però soltanto Capitan Papeete, il Mangiafuoco in guerra con le ONG.

Adesso che Pinocchio ne ha passate di cotte e di crude fino a sperperare un terzo del suo consenso elettorale – seppellito sotto l’albero degli zecchini e rubato nottetempo da Giorgetti e Centinaio; adesso che il Grillo Parlante Mattarella ha richiamato i partiti alla responsabilità, di fronte alla scellerata crisi ferragostana scatenata da Salvini; è forse finalmente tempo per il nostro MoVimentato burattino di fare la muta e diventare grande?

Il PD Fata Turchina?

E chi potrà fare il miracolo di umanizzare gli animal spirits del MoVimento, se non il partito erede delle più grandi tradizioni politiche della storia repubblicana? Il PD sarebbe così la Fata Turchina dell’arco parlamentare, capace di creare con la bacchetta magica delle convergenze le condizioni per un blocco governativo (e magari elettorale) antagonista alle ultradestre in pericolosa ascesa nel Paese. 

Questo esito sarebbe sicuramente tutto da verificare nelle sue conseguenze, perché purtroppo qui non siamo in una fiaba, ma in qualcosa che per molti si trasforma in un horror. La tragedia sotto forma di farsa è pur sempre tragedia: per i disperati che non possono sbarcare, per i disoccupati, i precari, i lavoratori poveri, i senza dimora. Per tutti costoro, in Italia bisogna fare presto. 

La Fata Turchina può, anzi deve, fare il miracolo, perché c’è bisogno che Pinocchio non si perda. Perché, con lui, andrebbe persa anche tanta speranza. Resterebbero, invece, in circolazione e in abbondanza la rabbia, il cinismo, la paura.

Perché Mangiafuoco, sapete, mi ha sempre spaventato.

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  • Nato a Reggio Calabria, si è formato nell’area dello Stretto, coronando la sua formazione con un Ph.D. in Metodologie della Filosofia presso l’Università di Messina. Pop-filosofo di osservanza deleuziana, si occupa di estetica, psicoanalisi e filosofia della cultura di massa, con diverse pubblicazioni al suo attivo. Fa parte del comitato editoriale della rivista internazionale Mutual Images.

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