New wave e post punk nell’esordio di Dull Company Myself

Dull Company Myself – To load the feeling of trembling  whisper ( Lady Sometimes Records)

L’amore per i Cure, ma non solo. Questo è la prima cosa che emerge ascoltando il disco di Dull Company Myself, moniker dietro il quale si cela l’identità di Matteo Ferrante, artista di Latina, già leader del collettivo Stille Dämmerung , ed ora  giunto al suo primo album solista, dopo l’EP pubblicato qualche anno fa. To load the feeling of trembling whisper  (il titolo dell’album) è soprattutto new wave revival, ma con buone dosi di sonorità post punk, e con influenze che ricordano in alcuni pezzi i Joy Division e gli Interpol.
Un disco molto diretto, che si fa ascoltare con piacere, per via di una sezione ritmica  molto dinamica.
Tra i brani da ricordare va citato senza dubbio  Garden of frontiers, di chiara matrice post punk; il synthwave è più presente nella introduttiva The time you spent e in Too long the feeling of a trembling whisper; l’attitudine dark/new wave si ripresenta nella bellissima Senility, che può essere considerata la summa del sound di Dull Company Myself. Qui basso e chitarra si legano in un’unico flusso sonoro accompagnato dalla voce calda di Matteo.
Interessante nella costruzione Travelling spaces, con il suo basso pulsante che dona carica all’atmosfera cupa del brano. Tutte le otto tracce sono suonate davvero in maniera impeccabile.
Un ottimo esordio per un progetto che ben si inserisce nell’ondata post punk di questi ultimi anni. Forse il lavoro può sembrare un po’ derivativo, ma la giovane età dell’artista lascia ampi margini per una carriera ricca di soddisfazioni in campo artistico.

Tags:

  • Vive a Reggio Calabria. Dopo anni passati fuori per lavoro, è ritornato nella sua città. Blogger, appassionato di fotografia, musica e cinema. Presidente dell'associazione culturale Fahrenheit 451. Vincitore del concorso fotografico “Calabria-back to the beauty” (Calabria Contatto). Ama la letteratura, con una predilezione per gli scrittori di fine Ottocento e Novecento. Si pone come obiettivo quello di condividere la valorizzazione del territorio e del mondo visto con gli occhi della gente del Sud.

  • Mostra commenti

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono segnati con *

commento

  • Nome

  • E-mail:

  • Sito web

Per la tua pubblicità

Potrebbe interessarti anche

fedeli al vinile

La passione per il vinile nel libro di Alessandro Casalini

La passione per il vinile nel libro di Alessandro Casalini. Intervista a cura di ...

Il sax di Seamus Blake incanta il pubblico del PLAY Music Festival

Il sax tenore statunitense Seamus Blake e il più importante batterista italiano di razza ...