La leggenda nera. Il rapporto tra il cinema e l’Inquisizione

La leggenda nera

Un testo molto attento alla verità storica

Di libri sulla Santa Inquisizione ce ne sono tanti, ma il saggio Leggenda nera di Pierfranco Bruni (edito da Ferrari) pone l’accento su un aspetto molto interessante, cioè il rapporto che c’è stato nel corso degli anni tra inquisizione e cinema.
Spesso nei film il tema della leggenda nera viene descritto con toni spettacolari, la stessa narrazione viene modificata inserendo un immaginario che spesso va oltre la realtà. Questo saggio invece fa ordine sul rapporto inquisizione-cinema, discernendo ciò che è immaginario da ciò che rappresenta un fatto storico.

La leggenda nera nel mondo del cinema

Ad esempio nel Galilei della Cavani il pensiero scientifico è assoluto protagonista, la regista mette in evidenza il contrasto tra scienza e teologia, ragione e dogma.
La Chiesa è dipinta come un ente sordo e astuto, non ammette altre verità al di fuori di quella di cui è detentrice. Purtroppo alla fine il grande scienziato si è dovuto sottomettere, per non essere condannato a morte, rinnegando le sue teorie.

La leggenda nera. Dall’Inquisizione spagnola a quella romana

L’excursus sulle eresie continua con i vari tipi di inquisizione. Prima fra tutte quella spagnola, che pone l’accento in particolare sullo strumento della tortura. Al contrario quella romana è più incentrata sullo scontro tra teologia e filosofia (si pensi al dibattito interno sul pensiero di Giordano Bruno), senza dimenticare il medioevo, con le sue repressioni e contraddizioni.
Come non menzionare il bellissimo Il nome della Rosa di J.J. Annaud, che calca la mano sul forte potere politico che   aveva la Chiesa in quel periodo storico.

Solo modificando il linguaggio cinematografico potrà esserci un vero cambiamento

Il cinema in definitiva deve rileggere la storia dell’Inquisizione partendo non dall’immaginario, ma dai dati storici (emblematico è il caso del film Gostanza da Libbiano), modificando un linguaggio troppo spesso condizionato dalle case di produzione.
Solo partendo da uno studio socio-antropologico si potrà arrivare ad una rivoluzione che tenga  conto della verità storica.
Allontanarsi dai cliché per avvicinarsi alla verità.

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  • Vive a Reggio Calabria. Dopo anni passati fuori per lavoro, è ritornato nella sua città. Blogger, appassionato di fotografia, musica e cinema. Presidente dell'associazione culturale Fahrenheit 451. Vincitore del concorso fotografico “Calabria-back to the beauty” (Calabria Contatto). Ama la letteratura, con una predilezione per gli scrittori di fine Ottocento e Novecento. Si pone come obiettivo quello di condividere la valorizzazione del territorio e del mondo visto con gli occhi della gente del Sud.

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