Il salone del libro di Torino e i fascisti. Una riflessione

salone del libro

I fatti

L’editore Altaforte, vicino a Casapound, guidato da Francesco Polacchi, sarà presente tra gli ospiti del Salone del Libro di Torino. Il tutto si è poi aggravato in seguito alle dichiarazioni di Polacchi che hanno spinto la regione Piemonte e la città di Torino a presentare un esposto alla Procura della Repubblica per appurare se esistano i presupposti per il reato di apologia del fascismo.

Diviso il mondo della cultura e dell’intrattenimento. Infatti c’è chi come il fumettista Zerocalcare ha deciso di disertare la fiera, mentre invece la scrittrice Michela Murgia ha deciso di parteciparvi con l’obiettivo di contrastare apertamente forme di pensiero contrarie alla democrazia.

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’opinione sul caso del Salone del Libro

Non credo che questo episodio possa essere un pericolo serio per la democrazia italiana. Credo però che questa sottile legittimazione di movimenti che si ispirano al triste ventennio del secolo scorso sia un chiaro indice di crisi etica che sta colpendo la nostra società. La Storia si presenta due volte: la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa, diceva Marx. Ma è altrettanto vero che tutti questi sono segnali importanti da tenere in considerazione, da non sottovalutare. Devono spingerci infatti a riflettere sullo stato di salute dei nostri valori civici e a contrastare una possibile ricaduta nella barbarie: cosa che in parte sta già accadendo con una degenerazione del dibattito politico.

Le sole istituzioni democratiche non bastano

Infatti le sole istituzioni democratiche e costituzionali non bastano: il fascismo, come “idea”, lo si combatte con la democrazia, con l’educazione al rispetto dell’altro. Un sia pure comprensibile Aventino pertanto non permetterà di ottenere dei risultati concreti: ritirarsi dalla fiera del libro in nome dell’antifascismo è una sconfitta in partenza. Il fascismo invece lo si combatte attraverso la scuola, l’università, in generale la cultura e una politica degna di questo nome. E sicuramente non si contribuisce alla lotta quando proprio per i tipi di Altaforte uscirà un libro-intervista al ministro dell’interno Matteo Salvini. Qualcosa non torna…

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

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  • Nato a Reggio Calabria, laureato in Filosofia Contemporanea, al di là di dove vivrà effettivamente in modo stabile, porta dentro di sé l’amore per il Mezzogiorno e per lo Stretto. Si occupa principalmente di epistemologia post-positivistica e della complessità, di filosofia del linguaggio e della politica. Sogna un nuovo umanesimo che eticamente possa guidare il progresso tecnico-scientifico in una direzione umana. Attualmente si sta interessando al pensiero dell’“anti- filosofo”, per dirla con Badiou, Ludwig Wittgenstein.

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