Il ritorno degli Still Corners: tra il dream pop ipnotico e la new wave anni ’80

Slow Air

Gli inglesi Still Corners, dopo due anni da “Deep Blue” tornano con un nuovo lavoro “Slow Air”, nel quale ci ripropongono il loro sound, impreziosito da alcune interessanti variazioni.
Il loro stile rimane in sostanza uguale ma il duo, soprattutto grazie al polistrumentista Greg Hughes, in alcuni brani inserisce, nel solito tappeto synth pop, percussioni e una chitarra elettrica che riescono a donare ai brani un vestito più interessante e intrigante del solito.
Slow Air è il quarto album del duo londinese dream pop Still Corners composto da Tessa Murray e Greg Hughes. Registrato a Austin, in Texas, il titolo fa riferimento all’afoso caldo del Lone Star State che causa pigrizia ed inerzia.
A tratti l’album, pur rimanendo in un’atmosfera Dream Pop, sembra quasi entrare in territori che sono tipici della New Wave dei primi anni 80, quando molte band composte da un brillante musicista e una talentuosa cantante scalavano le classifiche con brani ad alto contenuto elettronico, come ad es. gli Eurythmics, i Bronski Beat che, come gli Still Corners, erano un duo che funzionava.
L’indiscusso talento di Greg Lewis produce una perfetta combinazione con la voce calda di Tessa Murray, capace di donare ai brani un fascino particolare e una sensualità simile a quella di Lana Del Rey.

Il primo brano “In the Middle of the Night” ci fa capire come gli Still Corners abbiano deciso di dare più spazio a chitarra e batteria, pur restando in uno stile dove la parte elettronica mantiene un’importanza rilevante.
Tra i brani da segnalare ci sono ”Sad Movies” un potenziale singolo, con Tessa Murray  che ci sussurra la sua tristezza, “Black Lagoon” con una base elettronica e una costruzione che ricorda “Smalltown Boy” dei Bronski Beat e  “Dreamlands”, nella quale la voce di Tessa ricorda molto i Cocteau Twins.
La band inglese mantiene una base elettronica, ma in questo nuovo lavoro sembrano voler solcare nuovi territori per sperimentare nuove sonorità, creando un perfetto connubio tra l’elettronica del synth pop e la chitarra elettrica di Greg Lewis, in particolare ciò che colpisce è la rit­mi­ca mi­ni­ma ser­ra­tis­si­ma, le ar­mo­nie vo­ca­li nonché la ro­bu­stez­za del groo­ve. Forse ci sono meno inserti chitarristici per dare maggior spazio ad un sound più ipnotico e d’atmosfera.
Greg Hughes e Tessa Murray  con “Slow Air” riescono, a realizzare un lavoro capace di creare un’atmosfera Dream Pop non più chiusa in sé stessa ma accessibile a tutti.

Gli Still Corners ci consegnano un album ispirato, nel quale Greg Hughes crea un tessuto musicale pieno di contenuti interessanti, che ci fa ben sperare per il futuro.

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  • Vive a Reggio Calabria. Dopo anni passati fuori per lavoro, è ritornato nella sua città. Blogger, appassionato di fotografia, musica e cinema. Presidente dell'associazione culturale Fahrenheit 451. Vincitore del concorso fotografico “Calabria-back to the beauty” (Calabria Contatto). Ama la letteratura, con una predilezione per gli scrittori di fine Ottocento e Novecento. Si pone come obiettivo quello di condividere la valorizzazione del territorio e del mondo visto con gli occhi della gente del Sud.

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