I don’t feel at home in this wolrd anymore: vincitore a sorpresa al Sundance Festival 2017

Nel panorama del cinema indipendente spesso ci troviamo di fronte a film che fanno un copia e incolla di tanti altri titoli famosi, senza aggiungere nulla di nuovo.

Uno delle eccezioni è invece rappresentata dall’opera dell’esordiente Macon Blair, che mette in scena una storia crime ottimamente confezionata.
I don’t fell  at home in this wolrd anymore è il titolo del film, e ci racconta la storia di una infermiera, che vive da sola, in un mondo governato da incapaci,  in cui la maggior parte delle persone risultano essere inetti ed egoisti.

In questo contesto Ruth (interpretata da Melanie Lynskey), ragazza dall’animo gentile, si vede costretta ad agire, ovvero a cercare un riscatto nei confronti di chi ha rubato a casa sua, violando il domicilio. Ad aiutarla in questa impresa sarà un bravissimo Elijah Wood, che rappresenta il nerd di turno, anche lui solo, apatico, ma che farà da guida alla ragazza, nel suo intento morale di liberare la società dalla gente malvagia che la circonda.
Perché se inizialmente Ruth vuole soltanto ritrovare l’argenteria della nonna ed il suo pc, sottratti dal teppista figlio di papà, in un secondo momento lo scopo della missione diventa quasi una lezione di vita. Ma facendo ciò il duo si mette presto nei guai. E ad aiutarli non ci sarà la polizia, vista dal regista più come un ostacolo.

Il film è assolutamente ben congegnato, sa alternare con equilibrio toni da commedia a momenti più drammatici, con un ritmo che incalza, e rende godibile la narrazione. Dal punto di vista stilistico si intravede una certa affinità con il cinema dei fratelli Coen, per via del suo alternare tragico e comico, dando vita a quello che viene chiamato comunemente “dramedy”.
Davvero belle e ben riuscite le scene di azione, ricche di venature pulp, come ad esempio la scena del vomito, molto divertente nonostante il contesto scenico proposto (non sempre verosimile).
Azzeccata anche la musica rock che accompagna le sequenze di azione.
Il risultato è una crime – story brillante che lancia anche un messaggio morale. In questa società fatta di ingiustizie e personaggi malvagi, spesso bisogna lottare ed andare controcorrente per ottenere giustizia.
Disponibile su Netflix, ha vinto il  Gran Premio della Giuria all’ultimo Sundance Festival.

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  • Vive a Reggio Calabria. Dopo anni passati fuori per lavoro, è ritornato nella sua città. Blogger, appassionato di fotografia, musica e cinema. Presidente dell'associazione culturale Fahrenheit 451. Vincitore del concorso fotografico “Calabria-back to the beauty” (Calabria Contatto). Ama la letteratura, con una predilezione per gli scrittori di fine Ottocento e Novecento. Si pone come obiettivo quello di condividere la valorizzazione del territorio e del mondo visto con gli occhi della gente del Sud.

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