Rai Movie e Rai Premium chiudono!

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Rai Movie Rai Premium spalancano le porte alla concorrenza.

Alle 3 di notte fra domenica 14 e lunedì 15 aprile è arrivata su Sky la stagione finale de Il Trono di Spade, una delle serie TV più seguite della storia. Qualche settimana fa, sempre sulla piattaforma a pagamento controllata dalla Comcast, era partita l’attesa quarta stagione di Gomorra. Su altri lidi, Netflix e Amazon Prime ospitano un parco sempre più nutrito di film e serie TV, mentre è di questi giorni la notizia che stanno per scendere in campo nell’arena dello streaming i giganti della Disney e della Apple

La concorrenza per la TV in chiaro si fa sempre più ardua, ma la Rai sembra quasi voler spalancare le porte alla concorrenza.

Infatti, il piano industriale varato dal nuovo amministratore delegato della TV di Stato, Fabrizio Salini, prevede la chiusura di Rai Movie Rai Premium, i due canali satellitari che trasmettono – in chiaro – film e serie TV. In pratica, gli anti-Netflix & C. di “Mamma Rai”.

Più precisamente, stando alle indiscrezioni raccolte da Il Giornale, Rai Movie dovrebbe far spazio a Rai 6, un nuovo canale tutto dedicato al pubblico femminile, che si affiancherà al già presente Rai 4, il quale sarà a sua volta declinato tutto “al maschile”.

Chiudono Rai Movie e Rai Premium, la protesta dei lavoratori e dell’USIGRai

La scelta di mettere i maschietti da una parte e le femminucce dall’altra è stata disapprovata con fermezza dai lavoratori con una nota ufficiale: «È inconcepibile pensare nel III millennio di creare dei canali di genere. Davvero nel 2019 si ritiene che una donna non ami un film d’azione o i motori, e un uomo non si interessi a moda e cucina?».

In generale, non meno veementi le prese di posizione dell’Unione Sindacale Giornalisti Rai (USIGRai), «sopprimere due canali come Rai Movie e Rai Premium significa consegnare una fetta di pubblico alle TV a pagamento e alle nuove piattaforme. A che scopo cancellare canali che 24 ore su 24 trasmettono nuove uscite, ma anche grandi classici e programmi di approfondimento? Per far migrare tutti verso Netflix?».

E ancora: «È assurdo pensare di chiudere Rai Movie e Rai Premium anche perché a fronte di costi di esercizio molto bassi producono un buon risultato di share, assolvendo inoltre le prescrizioni della legge Franceschini sulla trasmissione di pellicole italiane».

La ribellione sui social

Sui social una vera e propria levata di scudi, commenti indignati come «La cultura fa paura», «Ormai è Rai-Di tutto, di meno», «Una rete maschile ed una femminile. I maschi di qua e le femmine di là. Come alle cene di classe delle medie», «Chiudere Rai Movie? Ma c’avete le pigne in testa?».

Sulla scia dell’indignazione social, esplosa su Twitter ma anche su Facebook, è partita una petizione su change.org, dal titolo autoesplicativo: Non chiudete Rai Movie! Per chi volesse aderire, ecco il link.

I costi

Da quanto si è letto in questi giorni, i costi di Rai Movie per l’emittente pubblica sono inferiori rispetto agli introiti pubblicitari. Non è dunque antieconomico mantenere per il pubblico della TV (di Stato) in chiaro una buona offerta di cinema. La domanda delle domande, alla quale si spera verrà data una risposta, è: perché un appassionato di cinema dovrebbe pagare un canone Rai di 120 euro l’anno, mentre un abbonamento annuale alle più gettonate piattaforme di streaming costa in media all’incirca un decimo di quella cifra?

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