Exit West: la società distopica secondo il pakistano Hamid

Libro interessante per gli spunti di riflessione che ne derivano, visto il tema, quello dei flussi migratori, ormai diventato uno degli argomenti più caldi degli ultimi anni.

Facendo un’analisi nel suo complesso è la storia a funzionare, essendo molto abile lo scrittore di origine pakistana ad incastrare nel mezzo della narrazione un’ambientazione global, con ampi riferimenti al genere distopico, strizzando l’occhio anche al fantasy.
Infatti in un tempo prossimo futuro i due giovani, Nadia e Saeed, dopo essersi conosciuti, mentre è in corso una guerra civile, decidono di fuggire dalla loro terra di origine, alla ricerca di una nuova vita. Così, anche grazie a delle porte misteriose, iniziano un viaggio, che attraversa un po’ tutto il pianeta Terra, tra cui Londra, San Francisco e la Grecia. Un tentativo quello dei due amanti fatto di sacrifici, ma anche di voglia di riscatto. E se anche tra i due non mancheranno problemi di convivenza, il loro legame rimarrà per sempre.

La vicenda umana di Nadia e Saeed diviene metafora del migrante in assoluto ed è emblematica della solitudine a cui va incontro chi abbandona il proprio paese, la propria cultura, con la speranza di mettere radici tra popoli di religioni e tradizioni diverse, mantenendo inalterati i propri usi e costumi.
Dopo il precedente e non meno celebre
Il fondamentalista riluttante, Mohsin Hamid ha voluto affrontare la problematica di stretta attualità della migrazione, ma lo ha fatto partendo da una storia semplice per arrivare a parlare di guerra civile, ponendo dei quesiti ai quali i governanti del mondo non hanno ancora saputo dare risposte concrete.
E’ possibile davvero gestire fino in fondo il flusso migratorio dal sud al nord del mondo? Oppure siamo fatalmente arrivati ad un punto di non ritorno?

Una favola feroce e lieve nello stesso tempo, nella quale la speranza rimane sempre l’ancora di salvezza in un mondo spietato e apocalittico, così come viene sapientemente descritto da Hamid.
E alla fine rimane a sensazione di essere tutti emigrati, anche se restiamo nella stessa casa per tutta la vita, perchè non possiamo evitarlo.
”Siamo tutti emigranti attraverso il tempo” (cit. Exit West – capitolo 10).

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  • Vive a Reggio Calabria. Dopo anni passati fuori per lavoro, è ritornato nella sua città. Blogger, appassionato di fotografia, musica e cinema. Presidente dell'associazione culturale Fahrenheit 451. Vincitore del concorso fotografico “Calabria-back to the beauty” (Calabria Contatto). Ama la letteratura, con una predilezione per gli scrittori di fine Ottocento e Novecento. Si pone come obiettivo quello di condividere la valorizzazione del territorio e del mondo visto con gli occhi della gente del Sud.

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