Democrazia e dittatura della maggioranza

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La democrazia e il popolo

Democrazia letteralmente significa governo del popolo. In questi ultimi tempi, i partiti al governo, in Italia e non solo, si dichiarano orgogliosamente populisti. Insomma al servizio dei più intimi bisogni del popolo in contrasto con le élites, considerate corrotte. La democrazia però è un sistema più complesso di così. Essa infatti si differenzia dalla dittatura della maggioranza.

La democrazia diretta funziona nelle piccole realtà

La democrazia diretta era pensata per funzionare nelle piccole città-stato greche. Ad Atene chiunque poteva dedicarsi, a rotazione, alla politica (esclusi però gli schiavi e le donne). Governare uno Stato di sessanta milioni di abitanti come l’Italia o una federazione di stati come gli Stati Uniti, attraverso la partecipazione diretta, non risulta essere altrettanto semplice e automatico. Per una semplice ragione: siamo tanti.

La democrazia rappresentativa come forma di governo delle grandi realtà

Finora gli stati moderni hanno attuato la scelta della democrazia rappresentativa. Questa forma di governo risulta, per ragioni strettamente logistiche, la soluzione più semplice per organizzare lo Stato. Non mi soffermo sulla possibilità reale o meno di far evolvere la democrazia rappresentativa in una nuova forma di democrazia diretta, attraverso l’uso del web. Questo importante strumento è infatti anche veicolo della diffusione dell’hate speech, dell’incitamento all’odio e delle fake news, vere e proprie fonti di falsità. Riflettere su nuove forme di democrazia dovrebbe comportare, quantomeno, un controllo del materiale che viene lanciato in rete e della sua attendibilità.

Democrazia significa dissenso

In una democrazia rappresentativa, pertanto, le maggioranze che governano sono formate dai rappresentanti della maggioranza degli elettori. Essere maggioranza, però, non significa, al contempo, rifiutare e censurare il dissenso. La minoranza della popolazione elegge infatti i suoi rappresentanti. Questi hanno il diritto di partecipare ai lavori parlamentari e fare opposizione. Tuttavia tutto ciò non si ferma alle sole istituzioni: il dissenso può essere espresso anche dal basso. Chiunque può esprimere la propria opinione e il proprio pensiero senza il pericolo di essere perseguito, per presunti reati di opinione.

La dittatura della maggioranza

Come notava alla fine dell’Ottocento John Stuart Mill, la democrazia rappresentativa corre il pericolo di trasformarsi in una pericolosa dittatura della maggioranza. Si ha dittatura della maggioranza quando il dissenso non è ben accetto. Una sola persona ha il diritto di esprimere il dissenso quando anche l’intera restante popolazione fosse di avviso diverso. Libertà di espressione democratica significa questo.

Il caso della professoressa di Palermo

Il clima in Italia si sta imbarbarendo. Diversi sono i casi in cui la polizia è usata per togliere gli striscioni di protesta contro il ministro dell’interno Salvini ma è davvero singolare il caso della professoressa Rosa Maria Dell’Aria sospesa a Palermo per non aver vigilato su un video realizzato dai suoi alunni in cui associavano Salvini a Mussolini per quanto riguarda alcuni aspetti del decreto sicurezza.

 

 

 

La scuola non fa politica naturalmente. Ma la scuola sviluppa o dovrebbe sviluppare lo spirito critico. Lo spirito del dissenso, vero sale della democrazia. Sembra che la fase attuale stia sprofondando verso un suo rifiuto, scivolando pericolosamente verso la tirannia della maggioranza di cui parlava Mill… con in più sempre più ammiccamenti ai gruppi che si ispirano più o meno liberamente al fascismo…

 

 

 

 

 

 

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  • Nato a Reggio Calabria, laureato in Filosofia Contemporanea, al di là di dove vivrà effettivamente in modo stabile, porta dentro di sé l’amore per il Mezzogiorno e per lo Stretto. Si occupa principalmente di epistemologia post-positivistica e della complessità, di filosofia del linguaggio e della politica. Sogna un nuovo umanesimo che eticamente possa guidare il progresso tecnico-scientifico in una direzione umana. Attualmente si sta interessando al pensiero dell’“anti- filosofo”, per dirla con Badiou, Ludwig Wittgenstein.

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