Black Mirror: le lacrime di coccodrillo di Mia Nolan sulla quarta stagione

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                              «Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo»
                                                                                         (Isabel Allende)

Dopo i primi episodi della quarta stagione di Black Mirror, poco originali rispetto al passato, ci si aspettava un colpo ad effetto da parte di Charlie Brooker, ideatore e produttore della serie. Così è stato: Crocodile sembra essere la puntata più convincente dell’intera season, in onda da fine gennaio su Netflix.
Nonostante sui social si siano subito scatenate le critiche per l’inusuale mancanza di mordente ed aggressività, Crocodile rappresenta una chiave di volta e ci porta a credere che Black Mirror stia andando verso un’altra direzione, più vicina al thriller di stampo nordico, pur mantenendo il carattere distopico che lo ha sempre contraddistinto.

In questo terzo episodio la protagonista della storia, Mia Nolan, si ritroverà, per puro caso, prima complice di un omicidio, poi assassina seriale. La sua vicenda si intreccia a quella di Sheira, assicuratrice che, con l’uso di un rammentatore di memoria, si troverà a contatto con Mia, mentre sta indagando su un incidente stradale un po’ anomalo. Il titolo dell’episodio rimanda proprio alla crudeltà di Mia, delineata in maniera impeccabile, talmente violenta da prendere il sopravvento sulla fragilità della sua anima. Se da un lato infatti possiamo trovare in questa storia un sapore un po’ rétro, dall’altro affiora una più raffinata delicatezza nell’analisi psicologica, a scapito del cinismo che in altri episodi aveva raggiunto picchi estremi.

Il tema centrale su cui ruota l’episodio è la memoria, usata come mezzo di indagine, diffuso non solo dalla polizia, ma anche da un semplice agente assicurativo. Diversi sono gli interrogativi che la storia fa emergere: come può un ricordo represso essere così invasivo da governare i comportamenti dell’essere umano, determinando in positivo o negativo la sua colpevolezza e violando la stessa privacy individuale? La nostra società è davvero pronta ad utilizzare strumenti digitali capaci di scandagliare la memoria delle persone?

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  • Vive a Reggio Calabria. Dopo anni passati fuori per lavoro, è ritornato nella sua città. Blogger, appassionato di fotografia, musica e cinema. Presidente dell'associazione culturale Fahrenheit 451. Vincitore del concorso fotografico “Calabria-back to the beauty” (Calabria Contatto). Ama la letteratura, con una predilezione per gli scrittori di fine Ottocento e Novecento. Si pone come obiettivo quello di condividere la valorizzazione del territorio e del mondo visto con gli occhi della gente del Sud.

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