Black Mirror Bandersnatch. Un film interattivo?

Black Mirror Bandersnatch

Quando Netflix ha annunciato che, con Black Mirror, avrebbe lanciato la modalità dei film interattivi le mie attese erano elevate. In una serie angosciante e nello stesso tempo provocatoria ci si aspetta una qualche rivoluzione per la fruizione dei contenuti video via streaming. Il risultato è Black Mirror Bandersnatch.

 Ambientato nel 1984, Bandersnatch sarebbe il nome di un videogioco che il protagonista, il giovane Stefan, ragazzo con disturbi psichici, vorrebbe sviluppare, ispirandosi ad un libro dalle scelte multiple affidate al lettore. Allo stesso modo, la trama del film prosegue secondo dei bivi che lo spettatore deve superare, operando una scelta.

Siamo all’altezza di Black Mirror?

Tuttavia l’ultima opera uscita dalla mente di Charlie Brooker, mi ha lasciato perplesso.

E la perplessità sta tutta nel carattere interattivo su cui avrebbe dovuto puntare questo episodio. Di fatto, la maggior parte delle scelte che lo spettatore può fare effettivamente è molto limitata. Per la maggior parte delle volte, il protagonista del film farà una sorta di viaggio indietro nel tempo per costringere lo spettatore a fare la scelta voluta dalla sceneggiatura. È vero, il tema del film sarebbe l’inesistenza del libero arbitrio, quindi ogni scelta in fondo sarebbe solo un’illusione, dato che tutto è già scritto. Ed è anche vero che all’interno della trama si trova una sorta di labirinto da dover seguire per arrivare ad un diverso finale. Tuttavia il dover, spesso e volentieri, ritornare all’inizio del film per cambiare scelta, seguendo di fatto la direzione voluta dalla sceneggiatura mi è risultato snervante e poco interessante.

…di fatto no

Non mancano. per certi aspetti, scene bizzarre ed esilaranti, che rendono il tutto un po’ fuori di testa, ma in linea di massima no, non ci siamo. Non sono rimasto coinvolto, se ci deve essere interazione, che sia effettiva.

L’idea del film interattivo in sé non è male e stiamo parlando pur sempre di un primo tentativo, quale è Bandersnatch, sia pure in grande stile. Tuttavia, almeno per ora, la controparte tradizionale vince e di gran lunga.

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  • Nato a Reggio Calabria, laureato in Filosofia Contemporanea, al di là di dove vivrà effettivamente in modo stabile, porta dentro di sé l’amore per il Mezzogiorno e per lo Stretto. Si occupa principalmente di epistemologia post-positivistica e della complessità, di filosofia del linguaggio e della politica. Sogna un nuovo umanesimo che eticamente possa guidare il progresso tecnico-scientifico in una direzione umana. Attualmente si sta interessando al pensiero dell’“anti- filosofo”, per dirla con Badiou, Ludwig Wittgenstein.

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