Andrà tutto bene

#andràtuttobene 

Penso che questo slogan campeggi su gran parte delle case di noi italiani, sfoggiando il suo colorato arcobaleno e facendoci sorridere, mostrandoci la pandemia con gli occhi di un bambino.

ANDRÀ TUTTO BENE…

Rimbomba nelle teste di noi italiani come quei jingle idioti creati appositamente per riecheggiare nella nostra mente senza una reale motivazione.

Ce l’hanno detto, letto, urlato tante di quelle volte da portarci ad autoconvincerci che alla fine andrà tutto bene, perché sì, alla fine sarà così, ma finché ciò non avverrà?

Beh, probabilmente continueremo a sbraitare frasi del genere, a rimpinzarci di cibo, a fare provviste su provviste, a trovare una qualsivoglia scusa per metter piede fuori casa, ma a che pro?

Non prendetemi per cinica, per carità, ma realmente non trovo una motivazione a questa crisi dentro la crisi.

Il periodo è duro… e lo è per tutti, non c’è ombra di dubbio, che tu sia del nord, del sud, del centro non fa molta differenza, è duro ed è innegabile.

Ma io mi chiedo una cosa… perché continuare a portare avanti questa lotta con sempre più scetticismo e agnosticismo?

Non credo nel destino, non più di tanto almeno, ma credo fermamente nel fatto che se una cosa accade, che sia brutta o bella, accade per un determinato motivo, e tu non sei nessuno per impedire che ciò avvenga, puoi arginarla, contenerla, ma mai annientarla, e in fondo uno spiraglio di positività lo si trova in qualsiasi cosa.

Naturalmente non nego che questa sia una tragedia, un’immane tragedia che segnerà tutti noi e non ci lascerà scampo… #torneremocomeprima… no, non è vero, per quanto il nostro passato ci piaccia è ormai passato e tale rimarrà, ognuno di noi ne verrà fuori cambiato, diverso, anche involontariamente tutto ciò ha lasciato un segno che ci marcherà per l’eternità.

Tempo fa vidi la foto di una fila di camion della protezione civile trasportare per le strade silenziose e attonite di Bergamo le salme delle vittime di questo eccidio che ci sta costringendo ad una serrata. Ho avuto i brividi, ho pianto e per la prima volta ho capito quanto tutto ciò fosse distruttivo. Ho iniziato a comprendere quanto fosse importante godere degli affetti che ti circondano, ho capito quanto non bisognasse darli per scontati… oggi ci sono, domani chi lo sa… penso che questa sia la più grande lezione che questo tremendo virus ci sta insegnando.

Riprendendo il discorso della positività da trovare comunque, credo la ricetta sia proprio questa… Godiamoci i nostri cari, andiamoli ad abbracciare una volta finito ciò, diamogli un bacio e lasciamoci coccolare come quando eravamo piccoli. Purtroppo la vita odierna ci impone ritmi frenetici e serrati che ci costringono a trascurare ciò che realmente fa bene al cuore.

Il Coronavirus è stata sì una batosta, ma facciamoci furbi, sappiamolo sfruttare a nostro favore, saremo noi a ricavarne gli effetti benefici e perché no, magari ci aiuterà a far sì che questo periodo trascorra il più velocemente possibile.

Come diceva il buon Antoine Lavoisier, “Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”; trasformiamo questo parassita nel nostro φάρμακον, ma stiamo attenti ad intenderlo come cura e non come veleno, solo così facendo ANDRÀ TUTTO BENE!

di Eleonora Lombardo

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  • Vive a Reggio Calabria. Dopo anni passati fuori per lavoro, è ritornato nella sua città. Blogger, appassionato di fotografia, musica e cinema. Presidente dell'associazione culturale Fahrenheit 451. Vincitore del concorso fotografico “Calabria-back to the beauty” (Calabria Contatto). Ama la letteratura, con una predilezione per gli scrittori di fine Ottocento e Novecento. Si pone come obiettivo quello di condividere la valorizzazione del territorio e del mondo visto con gli occhi della gente del Sud.

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