La retromania dark degli Interpol nel nuovo album “Marauder”

Di imminente uscita, Marauder, nuovo lavoro (il sesto in studio) per il trio newyorkese degli Interpol, guidato da Paul Banks. A 16 anni dopo l’album di esordio Turn On The Bright Lights, gli Interpol ritornano con una maggiore freschezza rispetto al deludente El Pintor.
Tredici pezzi profondi e intensi, come The Rover, Complications o Stay in Touch, caratterizzati da una base ritmica che richiama i primi lavori, ma mentre la sezione batteria è più presente, il basso risulta invece più in secondo piano, coperto da una chitarra che diventa la protagonista assoluta di tutto il lotto di canzoni.

L’album prosegue con brani come Flight of Francy, che fa molto Joy Division (pietra di paragone costante per gli Interpol), Party’s Over, forse il pezzo più scuro, e Mountain Child, frammento nostalgico sui bambini e il sogno di sentirsi eroi: «We used to rule back then / What did we use to rule back then», «Allora eravamo abituati a comandare / Che cosa usavamo per comandare a quel tempo?».
Tutto il disco è permeato da un suono di chitarre più sporco del solito, forse per accentuare il loro sound “live”. In tal senso si spiega la produzione affidata questa volta a Dave Fridmann, storico producer dei Mercury Rev.
Se vogliamo entrare nel dettaglio in questo nuovo lavoro si nota una maggiore insistenza nel groove, rendendo i brani più ritmati, e dando alla batteria un ruolo di vera forza motrice dell’intero lavoro.
A sfondo politico la copertina, con la foto del procuratore generale Elliot Richardson mentre si dimette nel ’73 per non aver eseguito gli ordini del presidente Nixon di licenziare chi stava indagando sul caso Watergate, Archibald Cox.
Gli Interpol dopo circa 16 anni di carriera hanno saputo mantenere una coerenza stilistica che gli rende merito, a differenza di altre band, che si sono fatte travolgere dallo star-system e dall’easy listening.

Percorrere territori come il post-punk non è mai stato facile, ed in particolare per gruppi diventati ormai celebri come loro.
Alla fine gli Interpol danno vita ad un restyling, che, pur aggiornando il loro sound, rimane sempre dentro i confini della new wave, vera fonte ispiratrice della band.

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  • Vive a Reggio Calabria. Dopo anni passati fuori per lavoro, è ritornato nella sua città. Blogger, appassionato di fotografia, musica e cinema. Presidente dell'associazione culturale Fahrenheit 451. Vincitore del concorso fotografico “Calabria-back to the beauty” (Calabria Contatto). Ama la letteratura, con una predilezione per gli scrittori di fine Ottocento e Novecento. Si pone come obiettivo quello di condividere la valorizzazione del territorio e del mondo visto con gli occhi della gente del Sud.

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