La doppia vita di Vivian Maier

“Nessuno è eterno, bisogna lasciare il posto agli altri, è un ciclo. Abbiamo tempo fino alla fine e poi un altro prenderà il nostro posto. E’ tempo di chiudere e tornare al lavoro”
Vivian Maier“

La mostra fotografica itinerante che sta attraversando tutta l’Italia non sarebbe così interessante se non fosse legata alla vita stessa dell’autrice.
Una mostra che ci ha fatto conoscere una delle street photographer più originali del Novecento. Baby-sitter di mestiere, Vivian Maier non ha mai abbandonato la sua macchina fotografica. Talento puro, soprattutto perché in quel periodo (anni ’50-’60) pochi si azzardavano a scattare per strada. Con le sue foto la Maier ci ha raccontato la cronaca di diverse città americane, come ad esempio Chicago, Los Angeles, New York. Ritratti di bambini che giocano, anziani, operai, coppie di innamorati.
Il suo approccio alla fotografia è tipico di chi vuole registrate lo stato d’animo altrui, e il suo volto anonimo facilitava la sua attività di fotografa, riuscendo a cogliere momenti che forse altri colleghi non sarebbero riusciti a fare. Ciò che si nota nei suoi scatti è la spontaneità di chi veniva ritratto, come se non ci fosse nessuno in quel momento, quasi una “spia” capace di carpire attimi e sentimenti altrui.

Della doppia vita di Maier non avremmo mai saputo nulla se John Maloof, agente immobiliare e giornalista, non avesse acquistato nel 2007 parte dell’archivio in cui era custodito un immenso materiale: oltre 50.000 negativi e 3.000 stampe. Dopo averne stampati alcuni ed averli mostrati in giro, Maloof si rende conto dell’immenso tesoro che ha tra le mani e, grazie alla sua intuizione ed accurata divulgazione, porta in breve tempo questa fotografa sconosciuta a essere apprezzata e affermata a livello mondiale.

Chi la conobbe la ricorda come una donna coraggiosa, volitiva, ma misteriosa, forse a causa della sua infanzia turbolenta. Davvero una storia unica quella della fotografa statunitense, diventata un’icona proprio grazie alla sua invisibilità e al mistero che si è creato  dietro il suo personaggio.
Riservata e schiva fino ad arrivare a scattare migliaia di foto senza mai svilupparle, morirà a 83 anni nel 2009, sola e senza fama. Ma la sua vita rivive oggi grazie ai suoi scatti ritrovati.
Attualmente la mostra è in corso a Bologna presso Palazzo Pallavicini, dove rimarrà fino al 27 maggio 2018.

Fonte consultata: Storie.it

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  • Vive a Reggio Calabria. Dopo anni passati fuori per lavoro, è ritornato nella sua città. Blogger, appassionato di fotografia, musica e cinema. Presidente dell'associazione culturale Fahrenheit 451. Vincitore del concorso fotografico “Calabria-back to the beauty” (Calabria Contatto). Ama la letteratura, con una predilezione per gli scrittori di fine Ottocento e Novecento. Si pone come obiettivo quello di condividere la valorizzazione del territorio e del mondo visto con gli occhi della gente del Sud.

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