Il sogno di un Altro: Alice, il Re Rosso e la farfalla

Red King

Vi è mai capitato di pensare: “Sono in balìa di te”?

Consegnarsi al sogno dell’Altro è un’esperienza straniante, per molti versi eccitante, per altri versi terrificante. È una situazione che la psicoanalisi pensa a partire dalla clinica dell’isteria.

L’isterico, pur di continuare a tenere vivo il desiderio, mette a repentaglio il proprio benessere (persino la propria vita!). Ecco che si fa di tutto, fino al masochismo, pur di aprire la mancanza nell’Altro: “Mi ami? Ma quanto mi ami?”.

La posizione dell’isterica si muta in quella della donna quando si smette di farsi desiderare – quando si permette all’Altro di passare dal desiderio al godimento. Secondo il Lacan di Žižek, è in questo lasciare godere l’altro maschile che il soggetto femminile trova il proprio piacere: «Questo tipo di piacere provato nel rinunciare al proprio piacere, un piacere che si prova puramente nel servire dolorosamente il piacere dell’Altro, corrisponde al godimento femminile»[1].

Diventare preda dell’Altro mette in crisi il proprio senso di identità, trasformando, appunto, la vita in una rêverie, in un abbandono fantastico. Un ottimo esempio di questo particolare spaesamento onirico si trova nelle avventure della Alice di Carroll. Si pensi al Re Rosso di Attraverso lo Specchio: è il padre che si ritira nel sonno, che si apparta nel sogno in cui non può che sognare Alice. La bambina, però, non è una creatura onirica – è vera, e lo reclama tra il sorriso e il pianto: «“Se non fossi vera”, disse Alice, quasi ridendo fra le lacrime (tutto sembrava talmente ridicolo), “non riuscirei a piangere”»[2].

Alla fine, Alice e il Re Rosso si rispecchiano a vicenda: Alice sogna il Re che sogna Alice che sogna il Re, ad infinitum[3]. Nessuno può sentirsi “più vero” di un altro. Eppure, la battaglia per essere padroni del Paese delle Meraviglie, sognatori e non sognati, continua incessantemente, in amore e in guerra.

Il tema è quello del filosofo irlandese George Berkeley: la vita come sogno nella mente di Dio, la mise en abyme di un’immagine che contiene sé stessa all’infinito, uno specchio di fronte all’altro o un sogno dentro l’altro. Il sogno espone al pericolo di essere «fagocitati dal desiderio dell’Altro, dal suo impero onirico e dalle sue armate di segni significanti»[4].

Ci avvisa infatti Deleuze: «Non appena c’è sogno dell’altro, c’è pericolo. Il sogno degli altri è sempre un sogno divorante, che rischia di inghiottirci […] Ciascuno di noi è più o meno vittima del sogno degli altri. Anche la fanciulla più graziosa è una terribile divoratrice, non per via della sua anima, ma per via dei suoi sogni. Diffidate del sogno dell’altro, perché se siete presi nel sogno dell’altro, siete fregati»[5].

La fanciulla più graziosa, allora, sarà per noi motivo di turbamento, come la farfalla del sogno di un filosofo cinese. Zhuāngzǐ sognò un giorno di essere una farfalla, e al risveglio fu assalito dal dubbio: era egli Zhuāngzǐ che aveva appena smesso di sognare di essere una farfalla, o una farfalla che aveva appena iniziato a sognare di essere Zhuāngzǐ?

Fanciulla o farfalla, potremmo svegliarci e scoprire di essere stati irretiti da lei. Attenti a farvi sognare!

 

[1] S. Žižek, Il coraggio della disperazione, Ponte alle Grazie, Firenze 2017, p. 274.

[2] L. Carroll, Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò, in Id., Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie – Attraverso lo specchio, tr. it. di M. D’Amico, Mondadori, Milano 2013, p. 198.

[3] Cfr. L. Carroll, The Annotated Alice (a cura di M. Gardner), W. W. Norton & Company, New York 1999, p. 189, nota 10. Vedi anche J. S. Grotstein, Who is the dreamer who dreams the dream?. A study of psychic presences, Routledge, London-New York 2013.

[4] F. D. Palumbo, Economia del desiderio. Freud, Deleuze, Lacan, Mimesis, Milano 2015, p. 44.

[5] G. Deleuze, Che cos’è l’atto di creazione?, ed. it. a cura di A. Moscati, Cronopio, Napoli 2010, pp. 16-17.

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  • Nato a Reggio Calabria, si è formato nell’area dello Stretto, coronando la sua formazione con un Ph.D. in Metodologie della Filosofia presso l’Università di Messina. Pop-filosofo di osservanza deleuziana, si occupa di estetica, psicoanalisi e filosofia della cultura di massa, con diverse pubblicazioni al suo attivo. Fa parte del comitato editoriale della rivista internazionale Mutual Images.

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